ANGELA KINCZLY

Angela descrive se stessa prima di tutto come una musicista. La sua musica, infatti, si ispira, più o meno consapevolmente, a diversi generi e artisti che si fondono armoniosamente nei suoi album. Angela vive a Brescia e ha origini ungheresi. Diplomata in chitarra classica e suonatrice di clarinetto, la cantautrice ungherese frequenta contemporaneamente cantine di rockettari, visionari, formazioni cameristiche classiche e marching band che contribuiscono a creare il suo stile musicale molto particolare. Nel 2007 si presenta per la prima volta al grande pubblico con l’album The Legendary Indian Aquarium and Other Stories, edito dalla Kandinsky Records, in cui rimandi gotici e musica elettronica si mescolano alla perfezione. Nel 2008 Robert Kirby, collaboratore di Nick Drake, scrive un arrangiamento orchestrale di un suo brano, dal titolo ''Jane’s Choice'', composizione eseguita successivamente al Festival della Creatività, a Firenze, durante una serata in omaggio a Drake, con l’orchestra diretta dallo stesso Kirby.

Nel 2009 esce l’EP ''Phoenix'' contenente cinque canzoni inedite, per la Segesto Invenzioni. Da qui inizia a comparire anche l’italiano come lingua per i testi, accanto alle liriche in francese. Nell’agosto 2010 partecipa ad una terapia di gruppo insieme a Max Gazzè, a Firenze, per un tributo al concept album dei Genesis: ''The Lamb Lies Down on Broadway''. Nel 2011 invece Angela collabora con i concittadini Aucan, insieme ai quali scrive e interpreta ''Blurred'', cioè il brano di apertura contenuto nel loro ultimo disco ''Black Rainbow''. Nel 2013 esce invece l’abum ’''LA VISITA'', il secondo full lenght firmato dall’autrice bresciana, consistente in undici pezzi registrati, prodotto dall'etichetta discografica indipendente Qui base luna- Freecom. Secondo l’artista, ''questo disco è una una sorta di TAC emotiva: un’indagine approfondita per capire l’origine di quei sintomi che esprimo in musica. E’ la relazione della visita effettuata e di quella ricevuta, dove io sono medico e paziente al tempo stesso. Ma non c’è cura, non c’è medicina e forse nemmeno una diagnosi''.